La nostra buchetta

LA “NOSTRA BUCHETTA”

Firenze ci regala sempre segreti curiosi, intriganti e difficili da interpretare.

In realtà per svelare questi segreti è necessario immergersi nella storia intima della nostra bella città, la storia fatta di gente e delle loro abitudini, delle loro passioni, le loro credenze e vizi.

Passeggiando per le strade della vecchia Firenze vi sarà capitato di vedere delle “buchette”, poste nelle facciate dei palazzi nobiliari, piccole aperture di circa 40 cm, con una porticina con archetto superiore, molto spesso decorato da una cornice con punta a goccia, in stile bugnato o liscio in pietra e chiusa da uno sportello in legno.

Sono questi i cosiddetti “tabernacoli del vino, un’intuizione delle famiglie fiorentine, che nel ‘500 si erano trasformate da mercanti ad abili proprietari terrieri investendo i loro capitali tra le altre cose nel produrre “il nettare degli dei”.

La buchetta era quindi il collegamento della cantina del vino del palazzo con la strada, posta molto in basso sulle facciate permetteva di mantenere un certo anonimato al cliente, evitava la vendita ad intermediari come osterie e la sua apertura permetteva il passaggio del classico “fiasco toscano” rivestito di paglia.

I vinattieri addetti seguivano regole ben precise per il commercio delle bottiglie, in determinati orari e non oltre il suono delle campane della sera.

Altra utilizzazione di queste “buchette” era quella di beneficenza, si usava infatti lasciare nella piccola apertura del cibo o una brocca di vino per i bisognosi.

Qualcuna è diventata una cassetta della posta, altre ospitano i campanelli con le targhette ed i nomi delle famiglie che abitano in quella casa, tante sono state murate, se ne contano ad oggi circa 80.

La nostra, situata nella sala piccola del locale, è venuta alla luce durante l’ultima ristrutturazione del palazzo “Bardi” in cui ci troviamo.

Firenze città di grandi peccatori e grandi cattedrali. Ma a volte, per pulirsi l’anima, è sufficiente un gotto di vino. E senza farti vedere in faccia.

“Bevi il vino e lascia andare l’acqua al mulino”, e “non ti mettere in cammino se la bocca non sa di vino”,

Quindi…alla Vostra salute.